|
|
LOGGIA SUPERIORE
|
Quasi interamente dedicata
all'esposizione della quadreria, ospita alcune delle opere
più significative e di maggior pregio della Repubblica.
Fra queste meritano una
particolare attenzione due ancone opera di Girolamo
Marchesi da Cotignola (Ravenna 1472 ca. - Roma 1540 ca.),
raffiguranti l'una la Concezione con i santi Agostino e
Anselmo (1512), l'altra la Vergine in trono e i
santi (1540).
|

|

|

|
|
La prima tavola,
commissionata dai frati per l'altare della Concezione,
costituisce un'opera fondamentale nella produzione
dell'artista e mostra una delle più antiche raffigurazioni
del Monte Titano. L'altra, realizzata dal Cotignola in un
secondo tempo, contiene invece una delle prime e più
efficaci raffigurazioni ideali del Santo Marino che viene
ritratto mentre sorregge e dunque "protegge" la sua città.
Veramente preziose inoltre
due piccole tavole a fondo oro, attribuite a Niccolò di
Liberatore detto l'Alunno (1430 ca. - 1502), raffiguranti
ciascuna una coppia di santi francescani e precisamente
San Bonaventura e Sant'Antonio da Padova e Papa
Nicolò IV e San Francesco.
|

|

|

|
|
Sicuramente pertinenti alla
predella di un grandioso polittico realizzato intorno al
1472, oggi disperso, sono lo splendido risultato della
collaborazione fra il pittore umbro e un valente maestro
d'ascia. |
|
Di pregevole fattura è anche
la grande tavola quattrocentesca raffigurante
Sant'Antonio Abate fra i santi Antonio da Padova e
Agata eseguito alla maniera perugina dal pittore
urbinate Timoteo Viti, maestro di Raffaello. L'ancona, che
un tempo ornava uno degli altari della chiesa
conventuale, offre una delle immagini più antiche della
Santa che verrà elevata al rango di compatrona della
Repubblica nel 1740. |
|
Fra gli
antichi arredi del convento un raro cassone-forziere,
databile al I° quarto del XVII secolo. Di solida ed
essenziale fattura, palesa la sua funzione nel duplice
sistema di chiusura che oltre ai chiavistelli frontali,
oggi mancanti, include una ingegnosa serratura la cui
apertura esige l'inserimento contemporaneo di tre chiavi,
che un tempo venivano affidate a tre diversi religiosi. |
|
|