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La
storia della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
prende l’avvio nel 1956
con la felice stagione delle
Biennali di San Marino.
La prima edizione, intitolata "Premio
d’Arte Figurativa del Titano", ebbe tra i suoi
principali fautori e ideatori Mario Penelope, che riuscì a
coinvolgere alcuni fra i maggiori artisti contemporanei,
fra i quali Renato Guttuso intervenuto in qualità di membro
della commissione giudicatrice.
Il successo ottenuto da questa prima
esposizione, alla quale parteciparono più di 515 artisti
e circa centomila visitatori, incoraggiò gli
organizzatori a reiterare l'esperienza, anche con
l'obbiettivo di costituire a San Marino, attraverso la
formula del "premio acquisto", una collezione d'arte
contemporanea.
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Così dopo tre anni si inaugura il "Premio
Repubblica di San Marino - Biennale per la pittura",
cui seguirà nel 1961 la "Terza Biennale di Pittura"
entrambe progettate e dirette da Gerardo Filiberto Dasi. La IV
biennale "Oltre l’informale" nel 1963, ebbe
l'impronta determinante di Giulio Carlo Argan che nel
ruolo di Presidente della Commissione giudicatrice propose
di circoscrivere la partecipazione solo ai "più rinomati
artisti, pittori e scultori che agiscono oltre
l'informale" e alla quale parteciparono 146 artisti, fra i
quali Christo, Dorazio, Kounellis, Rotella, Schifano,
Turcato.
La direzione della "V Biennale
Internazionale d'Arte Contemporanea" fu affidata a Efrem Tavoni
che con la collaborazione di Marco Valsecchi propose un
incontro fra i giovani artisti europei. Per la VI
biennale (1967), l'ultima, la direzione
critica ritornò a G. Carlo Argan che propose come tema le
"Nuove tecniche d’immagine" con l'intento di dar
voce alle proposte culturalmente più nuove e dar vita ad
una "mostra libera, sperimentale, aperta alle più vitali
direzioni di ricerca d'avanguardia".
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