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Nell'ambito del Progetto Logge si
organizzano a partire dal 1990 una serie di 'grandi'
mostre volte ad esplorare e a mettere a confronto le nuove
tendenze e i diversi linguaggi dell'arte contemporanea.
Nel 1990 "Confini. Visività e configurazione
nel reale" a cura di Marisa Vescovo e "Novantesimo" a
cura di Achille Bonito Oliva; nel 1993 "Italia/America.
L’astrazione ridefinita", curata da Demetrio Paparoni,
per un dialogo fra artisti italiani e americani; nel 1994
"Nuovo Futurismo", con il supporto critico di
Renato Barilli; nel 1995 "Titanica. Simbologie del
contemporaneo" a cura di Vittoria Coen, e la personale
di Peter Angermann realizzata in collaborazione con la
Kunsthalle di Norimberga; nel 1996 "Prima Bella Mostra
Italiana" dedicata a Sandro Chia ed Enzo Cucchi
esponenti della "Transavanguardia"
teorizzata da Achille Bonito Oliva che ha
scritto i testi critici del catalogo
della mostra; nel 1997 "Luoghi. Alla ricerca del
territorio" a cura di Alberto Fiz, una rassegna
di artisti internazionali tra i quali si menziona
l’iraniana Shirin Neshat; nel 1998, sempre a cura di
Alberto Fiz, la collettiva "Mitovelocità"
con le opere di Enzo Cucchi, Emilio Tadini, Marco Nereo
Rotelli, Gianmarco Montesano, Luigi Ontani, Tino Stefanoni,
Agostino Bonalumi e Sandro Chia accanto ad alcuni degli
esponenti dell’ultima generazione, in un confronto
dialettico e serrato; nel 1999 ancora la collettiva "Le
vie e le ricerche", con il supporto critico di
Vittoria Coen e Riccarda Turrina cui segue l'anno dopo la
personale dedicata a Jan Knap, che inaugura l’anno
giubilare; nel 2001 tre esposizioni dedicate a Roberto Floreani, Milan Kunc e al grande maestro Joseph Beuys.
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