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Il
pezzo più importante esposto in questa sala
è la piccola borchia in oro lavorata "a cloison", unico reperto
pertinente al cosiddetto "tesoro di Domagnano" rimasto
nella Repubblica di San Marino.
Intorno al 1892-93, a
circa 500 metri a est del paese di Domagnano, furono
casualmente rinvenuti numerosi pezzi di oreficeria - orecchini, fibule,
spilloni, borchie decorative, una collana e un anello - tutti
realizzati con la stessa raffinatissima tecnica orafa: a cellette
con incastonature di pietre colorate.
L'intero nucleo di gioielli, oggi noto come "tesoro di Domagnano", costituiva probabilmente il corredo funebre di una
dama ostrogota di alto lignaggio, morta e sepolta in quel luogo
intorno al 500.
Definito "uno dei più spettacolari e importanti ritrovamenti
della Italia ostrogota", il tesoro di Domagnano è oggi
disseminato in vari musei europei e americani; la
borchia conservata nel Museo di San Marino, che secondo gli
studiosi decorava originariamente una piccola borsa, ha il suo
pendant nel British Museum di Londra.
La Sala presenta inoltre alcuni
elementi architettonici di età medioevale, e parte dei reperti
archeologici rinvenuti a Castellaro, nell'area dove sorgeva l'
antico castello di Casole, distrutto da un incendio nel
XIII secolo. Il
sito frequentato fin dai tempi più remoti ha restituito reperti di
varie epoche, fra cui due monete rarissime coniate a Milano da
Berengario I Re d'Italia fra l'888 e il 915.
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