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La sala č dominata da un grande
Ritratto di gentiluomo (forse un Pepoli, bolognese)
datato 1596, di Tiburzio Passerotti, uno degli ultimi dipinti
importanti ricevuti in dono dal Museo di Stato (1958).
Ma di
grande interesse sono anche le altre opere esposte, frutto di
donazioni diverse giunte fra Otto e Novecento fra cui le
tavole cinquecentesche, giā attribuite al Ghirlandaio,
raffiguranti una La Madonna con il Bambino e due angeli,
e l'altra il San Sebastiano, e i dipinti che fanno
parte delle molte donazioni del conte Carlo De Bruch (1865).
Notevoli sono anche i due rari dipinti su rame di Aniello
Falcone e i due sportelli d'altarolo con un'Annunciazione
peruginesca.

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